Rotary come forum di discussione / Rotary as a Forum for Discussions

Nella biografia di Paul Harris, padre fondatore del Rotary, il movimento nacque essenzialmente come reazione ad un sentimento di solitudine dell’autore, perso in una metropoli dove “c’era tanta gente, ma nessun viso familiare”.
L’idea di fondo di Harris fu “se io mi sento così, di sicuro di sarà qualcun altro che ha le stesse sensazioni. Perché non trovarci?”.

Che fosse un’intuizione geniale, per quanto banale, lo dimostra lo straordinario successo della nostra organizzazione, partita da  4 persone nel febbraio 1905 e divenuta di respiro internazionale nel giro di soli pochi anni.

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L’amicizia fra soci è così divenuta un tratto fondante del sodalizio e la base per il networking che costituisce uno degli elementi più interessanti connessi all’appatenenza al Rotary. In qualsiasi parte del mondo vi sia un Rotary Club qualsiasi socio (e ve ne sono oltre 1.2 milioni al momento) può entrare in contatto con i suoi consociati, esser accolto come se fosse a casa, senza che la diffidenza tipica fra estranei possa esser di ostacolo.

La serata del 22 u.s. è stata dedicata all’aggiornamento dell’attività di alcuni soci del club ed è stata anche l’occasione di discutere di temi di attualità più generali, come lo stato della nostra impresa manifatturiera (molti nostri soci sono imprenditori) come delle professioni, oggi sotto la pressante esigenza di adattarsi ad un mondo radicalmente cambiato rispetto a qualche decennio fa.

In generale è emerso come in qualsiasi settore si manifesti l’iniziativa delle persone, la chiave del successo, anche in tempi non economicamente felici come quelli presenti, sia rappresentata dal desiderio di innovare e di realizzare i propri obiettivi. Certo le condizioni di partenza contano, ma la cronaca e la storia sono piene di ‘figli di papà’ incapaci di sviluppare quel che hanno ricevuto e, per contro, di gente che s’è fatta da sè senza alcun aiuto. Il mondo di oggi richiede iniziativa, capacità di organizzazione, leadership, a tutti i livelli e queste sono le doti che in genere caratterizzano chi opera nel Rotary e cerca di utilizzarle anche a beneficio degli altri.

In his biography, Paul Harris, the founding father of Rotary explains how the movement developed primarily as a reaction to the feeling of loneliness the author was experiencing in Chicago at the beginning of the century, lost in a city where “there was a lot of people, but no familiar face.”

The basic idea of ​​Harris was “If I feel in this way, for sure there must be someone else who has the same feelings. Why not meet each other?”. That stroke of genius, even banal, drove our organization to an extraordinary success. It started with 4 people in February 1905 and turned out to be international in just a few years.

Friendship among members has thus become a defining feature of Rotary and the basis for the networking which is one of the most interesting elements connected to being Rotarian. Wherever in the world there is a Rotary Club, a Rotarian (there are over 1.2 million now) can easily get in touch with his or her fellows, be welcomed as s/he were at home. Any typical distrust between strangers is far from being an obstacle.

The meeting we held on July 22nd was dedicated to updating activity of some members of the club. It was also an opportunity to discuss more general issues regarding the state of our manufacturing sector (many of our members are entrepreneurs) as well as the professional sector, now under a pressing need to adapt to a world radically changed in comparison with just a few decades ago.

From the general discussion it has emerged that the key to success, even in today economic difficult times, is the desire to innovate and achieve own’s goals. Of course, initial conditions matter, but there are too many mommy’s boys unable to maintain what they inherited and, on the other hand, a lot of people who has made their own way starting from the scratch without any help. Today’s world requires initiative, organizational skills, leadership, at all levels, and these are the qualities that typically characterize those who work in Rotary and try to use it also for the benefit of others.

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