La mediazione come approccio alla gestione dei conflitti (5 maggio 2014)

Serata con Antonio Nascimben, uno dei mediatori operanti in Italia da più lunga data.

Ha maturato la sua esperienza iniziale in Curia Mercatorum alla fine degli anni ’90 ed ora è amministratore di ADR Quadra. È consulente della Camera arbitrale e di conciliazione della CCIAA di Venezia. Oltre all’attività come mediatore, è impegnato nella formazione in materia presso vari enti. Parte della sua giornata lavorativa è dedicata poi al settore assicurativo (è agente) nonché alla consulenza d’impresa.

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La mediazione – balzata agli onori delle cronache solo negli ultimi anni anche per le polemiche sollevate dalla classe forenze – in realtà – ha ricordato Antonio – è un fenomeno antico e dai contorni poco precisi stante la diversità di visoni che la caratterizzano. Per limitarci alle principali scuole di pensiero, taluni concepiscono il mediatore come un terzo autorevole che dà un suo parere su di una situazione controversa, sperando di convincere i contendenti  della giustezza della sua tesi e stimolando così una convergenza o quanto meno una ridefinizione delle reciproche aspettative (c.d. mediatore “valutativo”). Per altri, invece, il mediatore deve essere attivo promotore di una trattativa dalla quale possano uscire soluzioni di composizione degli opposti interessi, in linea con la scuola negoziale di Harvard (c.d. “mediatore facilitativo”, sostanzialmente problem-solving). Per altri ancora, la mediazione è un momento unico per favorire il confronto fra gli interessati al conflitto e far sì che essi possano assumere decisioni al riguardo superando i tradizionali ostacoli emotivi e percettivi che caratterizzano negativamente e distorcono il rapporto conflittuale (c.d. mediatore trasformativo”).

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È proprio a quest’ultima scuola che si ispira l’azione di Antonio, che ha raccontato di casi da lui gestiti evidenziando come il conflitto assuma sostanzialmente forme ricorrenti, indipendentemente dalla questione che divide i contendenti. L’intervento del mediatore pertanto, in questa visione, si focalizza sul confronto nel momento e nei modi in cui esso avviene, a prescindere dal contenuto e può condurre a risultati strabilianti in termini di miglioramento dei rapporti.

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