Categoria: impresa

Le ‘nuove’ regole su lavoro e occupazione (14 marzo 2014)

14 marzo 2014. Il Rotary delle sei e mezza con il prof. Zilio Grandi, presso la chiesa di San Gregorio a Treviso.P1040389 SAN GREGORIO RORARY quale lavoro giovani 14.03 (4)

Incontro su un tema caldo, quello trattato da Zilio Grandi, ordinario a Ca’ Foscari: come identificare una direttrice nelle varie ‘riforme’ che si stanno succedendo da tempo in tema di lavoro e incentivi all’occupazione. SAN GREGORIO RORARY quale lavoro giovani 14.03 (3)

Difficile farlo, anche perchè si scontrano visioni diverse della società (posto fisso vs mobilità; flessibilità vs paura per il precariato, …).

Scarica qui le slides: Zilio Grandi_14_marzo_2014

Traccia audio: a breve disponibile.

I soci raccontano che fanno (3 marzo 2014)

Serata con Guido Darsié, veterinario, P1040381 che ci ha raccontato del suo lavoro. Aneddotica sterminata, com’era da immaginarsi; nel segno di un mutato rapporto, negli anni, fra padroni e piccoli animali di casa: dalla sostanziale indifferenza per la loro sorte alla struggente percezione siano membri della famiglia (con il rischio ovviamente di unamizzazione). Per sentirlo dal vivo:

A seguire, Piero Tessarolo P1040383 che da qualche anno, lasciato il settore finanziario cui si è dedicato per tutta una vita lavorativa, sta lavorando ad un’iniziativa particolare e relativamente nuova nel panorama italiano: il riciclo degli elettrodomestici, o meglio la gestione virtuosa delle AEE ( apparecchi elettrici ed elettronici) quando a fine utilizzo diventano RAEE ( rifiuti apparecchi elettrici ed elettronici).

Ecco un estratto dalle note di Piero: “I consorzi Ecoped e Ridomus (sede in Milano) nascono nel 2006, senza scopo di lucro, dalla volontà di un numeroso gruppo di qualificati produttori di AEE , attenti ai valori ambientali e sempre attivi e puntuali nel rispetto delle nuove normative (L. 151/2006). Detti consorzi sono costituiti da oltre 500 produttori leader  del mercato ( Seb, Girmi, De Longhi, Folletto, Carrier, Olimpia , Vortice ecc.. ) nei settori dei piccoli elettrodomestici ( 80 % market share) , delle apparecchiature sportive ( 70 % m.s. ) e condizionamento (  60 %  m.s.) il tutto in presenza di due dati importanti : 30.000 dipendenti ed  euro 12 miliardi di fatturato.
Gli obiettivi dei consorzi , nel rispetto della legge e su indirizzo e controllo  dei produttori, sono rivolti:
– verso l’ambiente con la riduzione  dei rischi ambientali  e il contestuale recupero delle materie prime /seconde;
– verso i cittadini, nella formazione e informazione sul rifiuto con la presenza di una raccolta differenziata capillare;
– verso gli associati produttori , nella gestione in termini economici e trasparenti dell’onere a loro carico assicurando la massima garanzia nella gestione ambientale adottata ( qualificazione preventiva  dei fornitori : trasportatori e aziende di recupero).
Concludendo,  l’industria corretta del riciclo, oltre che proteggere l’ambiente,  aiuta l’economia e l’occupazione  sia nelle attività di recupero dei rifiuti (RAEE ) sia nel fabbricare materie prime riutilizzate nei processi produttivi di nuovi prodotti“.

Per finire Gianfranco Massaro P1040384  di Banca Esperia (Mediobanca) che ha raccontato della sua attività di supporto finanziario a nuove iniziative imprenditoriali: uno sguardo da un osservatorio privilegiato sui trands dell’industria e soprattutto sul passaggio generazionale che sta caratterizzando questi anni. Una breve traccia audio del suo intervento:

Banche e credito (10 febbraio 2014)

cropped-banner-banche-10-2-14.png Incontro con Tiziano Cenedese, commercialista e presidente di Centromarca banca, credito cooperativo del Trevigiano sul tema “Perché è così difficile ottenere del credito dalle banche, oggi?”.

Qui: l’audio dell’incontro:

Difesa appassionata delle ragioni degli istituti di credito, quella fatta da Tiziano, anche alla luce dell’impietoso raffronto con la situazione di altri Paesi vicini, in cui la capitalizzazione delle imprese ed il ricorso a finanziamenti non-bancari sono generalmente più alti di quelli che, per ragioni eminentemente storiche, si registrano in Italia (v. diagramma P1040373

In conclusione è stato rimarcato come, se le imprese in Italia restano ancora troppo piccole, simile rilievo può esser fatto anche alle banche. P1040363 P1040368 P1040370

Ci aspetta probabilmente quindi una nuova stagione di aggregazioni, per poter arrivare alla formazione di soggetti che abbiano la massa critica richiesta per franteggiare le incombenze, sia organizzative che di garanzia sui rischi, richieste della normativa europea.

02-12-13 Come fare impresa in tempi difficili: incontro con Claudio Feltrin

Bella serata, quella di stasera, con Claudio Feltrin, cropped-c-feltrin.png

AD di Arper un’azienda che nel giro di poco più di vent’anni è passata da una realtà marginale di terzista, un absolute beginner nel campo dell’arredamento, ad un’impresa da più di 50 milioni di fatturato, realizzato quasi escusivamente all’estero e con filiali proprie in USA e nel Far East.

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Il segreto: quello che si può leggere nei manuali di marketing strategico, ma che raramente trova modo di esser realizzato, soprattutto dalle realtà nordestine:

– una decisa ricerca di prodotti a marchio proprio e di raffinato design (realizzato grazie alla collaborazione di 7 studi di design, tutti stranieri salvo uno);

– un’organizzazione strutturata per tempo, aperta ai giovani (età media in azienda, 35 anni) messi in posti di responsabilità ed incoraggiati a prendere iniziative in proprio;

– un management esterno che prescinde da logiche padronali nella lucida consapevolezza che la ‘famiglia’ può arrivare sino ad un certo punto ma poi ci voglino i professionisti;

– la curiosità per le novità e la costante ricerca dell’innovazione, non fine a se stessa, ma funzionale allo sviluppo di prodotti con poca tecnologia ed apparentemente ‘impossibili’ da modificare radicalmente (le sedie);

– il prodotto giusto al momento giusto;

– un servizio orientato al cliente, flessibile al punto di poter realizzare personalizzazioni difficilmente raggiungibile in una produzione industriale);

– la propensione alla sostenibilità ambientale dei prodotti ed alla rigorosa correttezza finanziaria (il che, tra l’altro, ha permesso di non distogliere risorse dall’azienda).

Semplice, no?

Grazie Claudio e buona fortuna per i prossimi anni.