Categoria: Mediazione

REPORT: RCNY International Breakfast at the UN Oct 19, 2016

Mediators Without Borders International Panel

Our Oct 19 International Breakfast featured President & CEO of Mediators Beyond Borders International, Prabha Sankaranarayan. Ms. Sankaranarayan spoke of previous and current projects in countries ranging from the Philippines, Liberia, South Thailand, and even local communities such as Pittsburgh, PA.

Mediators Beyond Borders is an international non-governmental organization whose mission is to build local skills for peace and promote mediation worldwide.

Ms. Sankaranarayan spoke of previous and current projects in countries ranging from the Philippines, Liberia, South Thailand, and even local communities such as Pittsburgh, PA. What differentiates MBBI is their use of Conflict Transformation Methods and their emphasis on a people-driven model, and a trauma-informed approach to peace-building. Their belief is that though there’s importance in the global context of peace-building at the government and diplomat level, for peace to last, there must be engagement on every level of the community.

MBBI’s relationships with these communities are initiated through invitations from local individuals and partnership with organizations. They’ve found that a great majority of those advocating for change are women. The process and needs of their projects vary, though, they often include the evaluation of current resources and development and implementation of training programs. MBBI recognizes the differences in each of these communities’ populations, histories and difficulties therefore they contextualize their work to meet local needs. They refer to themselves a “global network of local practitioners” with their primary goal being to “create a space to transform conflicts.”

Alongside its partners–now including Rotary Club of New York, after signing an MOU at the end of this meeting–MBBI believes that “peace is a process” and that “if we can do something different, we can make a difference.”

Trisha Janelle Gragera/Rotaract

“Mediators Without Borders International Panel” with RCNY President Jon Erbilgin, speaker Prahba Sankaranarayan, Moderator Helen Reisler, and Kaan Soyak.

Helen Reisler, our moderator with the Hon. Guest speaker, Prahba Sankaranarayan.

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La mediazione come approccio alla gestione dei conflitti (5 maggio 2014)

Serata con Antonio Nascimben, uno dei mediatori operanti in Italia da più lunga data.

Ha maturato la sua esperienza iniziale in Curia Mercatorum alla fine degli anni ’90 ed ora è amministratore di ADR Quadra. È consulente della Camera arbitrale e di conciliazione della CCIAA di Venezia. Oltre all’attività come mediatore, è impegnato nella formazione in materia presso vari enti. Parte della sua giornata lavorativa è dedicata poi al settore assicurativo (è agente) nonché alla consulenza d’impresa.

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La mediazione – balzata agli onori delle cronache solo negli ultimi anni anche per le polemiche sollevate dalla classe forenze – in realtà – ha ricordato Antonio – è un fenomeno antico e dai contorni poco precisi stante la diversità di visoni che la caratterizzano. Per limitarci alle principali scuole di pensiero, taluni concepiscono il mediatore come un terzo autorevole che dà un suo parere su di una situazione controversa, sperando di convincere i contendenti  della giustezza della sua tesi e stimolando così una convergenza o quanto meno una ridefinizione delle reciproche aspettative (c.d. mediatore “valutativo”). Per altri, invece, il mediatore deve essere attivo promotore di una trattativa dalla quale possano uscire soluzioni di composizione degli opposti interessi, in linea con la scuola negoziale di Harvard (c.d. “mediatore facilitativo”, sostanzialmente problem-solving). Per altri ancora, la mediazione è un momento unico per favorire il confronto fra gli interessati al conflitto e far sì che essi possano assumere decisioni al riguardo superando i tradizionali ostacoli emotivi e percettivi che caratterizzano negativamente e distorcono il rapporto conflittuale (c.d. mediatore trasformativo”).

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È proprio a quest’ultima scuola che si ispira l’azione di Antonio, che ha raccontato di casi da lui gestiti evidenziando come il conflitto assuma sostanzialmente forme ricorrenti, indipendentemente dalla questione che divide i contendenti. L’intervento del mediatore pertanto, in questa visione, si focalizza sul confronto nel momento e nei modi in cui esso avviene, a prescindere dal contenuto e può condurre a risultati strabilianti in termini di miglioramento dei rapporti.

Traccia audio: